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  • ORGANIZZARE EVENTI
    Guida pratica

    Questo libro sulla “Organizzazione di eventi. Guida pratica” può essere definito un manuale per i giovani che intendono esercitare questa professione (studenti o già formati), per chi è già inserito nel mondo del lavoro e ha voglia di riguardare e di formalizzare le azioni che svolge durante la sua attività e per gli operatori del mondo della Organizzazione di eventi culturali, di spettacolo e business oriented. Tuttavia il libro non si esaurisce in una descrizione del “fare” senza progetto e senza obiettivi. Riprendendo un vecchio slogan possiamo dire che il claim del libro è “sapere, saper essere, saper fare”. L’organizzatore di eventi interviene con le sue idee e con la sua professionalità in un campo che ha obiettivi diversificati a seconda dello strumento che usa, del luogo e delle aspettative del committente, ma fondamentalmente svolge un ruolo di informazione, formazione e di-vertimento. Progettare un “evento” è, in realtà, un’operazione complessa che richiede intuizione, creatività e professionalità.

    18,00 €
  • PALESTINA, il paese che (non) c’è – Racconti

    Un grido corale contro ogni guerra, ogni genocidio, ogni supremazia.
    La raccolta, composta da dodici racconti e sei poesie, nasce dalla sinergia di quindici autori italiani il cui desiderio è parlare, oggi più che mai, di Palestina. Ciascuno tratta la tragedia di un intero popolo con lo stile e il genere narrativo che più lo rappresenta, spaziando dalla narrativa generale al thriller, dalla fantascienza all’horror. Tutti convinti che la penna possa ferire più di una spada.

    Con racconti di Chiara Biscella, Marianna Brogi, Gaspare Burgio, Frank Cappelletti, Fabrizio De Sanctis, Vito Introna, Enzo Macrì, Angelo Marenzana, Tatiana Sabina Meloni, Fabrizio Paglia, Elvira Rossi, Rosalba Vangelista…

    …e poesie di Giuliana Cavalloni, Tatiana Sabina Meloni, Francesco Antonio Muretti, Francesca Panzacchi, Elvira Rossi, Rosalba Vangelista.

    Postfazione di Isotta Franci.

    16,00 €
  • Parco Nazionale del Gargano

    In questo volume Michele Galante, Sindaco della città garganica di San Marco in Lamis, ha raccolto i suoi interventi sul Parco nazionale del Gargano nell'arco di tempo che va dal 1990 al 1996, dunque ad un periodo che inizia prima dell'approvazione della legge quadro sulle aree protette e si protrae fino a dopo l'istituzione dei nuovi parchi, incluso quello del Gargano: un periodo di importanza cruciale nella storia dell'ambientalismo italiano e dei parchi nazionali del nostro paese, un periodo “esaltante e difficile”, come è stato definito dall'Autore, per i risultati raggiunti dopo lunghi anni di attesa (il primo progetto organico per i parchi nazionali italiani risale agli anni 1947-48 ad opera del prof. Renzo Videsott e il primo progetto di legge quadro sui parchi è del 1962, ad opera della Commissione per la conservazione della natura del C.N.R.), ma anche cosparso di difficoltà connesse con la pratica realizzazione dei parchi. [dalla Prefazione di Franco Pedrotti]

    10,33 €
  • Pasolini e il Sud
    poesia, cinema, società

    Nella elaborazione poetica, artistica ed umana di Pier Paolo Pasolini vengono indicati comunemente due nodi fondamentali: il Friuli e Roma. Queste due realtà hanno infatti fornito allo scrittore, seppur in modo diverso, le coordinate poetiche, ed umane, che lo hanno poi seguito nell’intero percorso artistico di una vita, conducendolo alla famosa e discussa stagione corsara. Nel rimpianto continuo della civiltà contadina, rurale e arcaica conosciuta a Casarsa in Friuli, e nel monitoraggio sull’evoluzione delle borgate romane dal dopoguerra agli anni del potere capitalistico, lo scrittore si muove cercando di ricucire i pezzi di una umanità che vede gradualmente sparire e diventare sempre più feroce. Pasolini tesse il proprio discorso agendo nella direzione di una vera e propria mitizzazione del popolo. Tutto questo avviene nei primi romanzi giovanili, nelle opere di ambientazione romana, nella saggistica, nella poesia, nel cinema ecc. In questo percorso, a nostro avviso, anche il Meridione d’Italia costituisce una tessera fondamentale ed un momento molto importante.
    Il Meridione rappresenta, infatti, un’altra vasta area di monitoraggio che deve essere affiancata alle altre due sopraindicate, costituendo così un passaggio fondamentale in tutta l’opera pasoliniana. La profonda conoscenza delle realtà storiche, politiche, sociali e culturali è testimoniata in numerosissimi passi dell’opera di Pasolini. Queste pagine, oltre ad avere naturale rilevanza letteraria, presentano da un lato aspetti della civiltà meridionale ormai spariti, da un altro situazioni ancora oggi persistenti seppur in forme differenti.
    La nostra ricerca propone la ricostruzione degli itinerari pasoliniani nel Meridione d’Italia in genere, con una particolare attenzione alla Puglia. Questa regione ha infatti lasciato nell’opera dello scrittore un segno maggiore. Tutto questo accade sotto diversi aspetti: sul lato strettamente letterario, poetico e cinematografico, ma anche antropologico ed umano. In questa sede l’aspetto squisitamente letterario si arricchisce di diversi inediti: alcune lettere di Vittorio Bodini e Tommaso Fiore, che maggiormente manifestano il legame di Pasolini con la terra pugliese, e soprattutto la ricostruzione delle vicende che hanno condotto lo scrittore a progettare un ciclo narrativo sulla Puglia, e la pubblicazione di parti di esso.
    La riflessione di Pasolini sul Meridione d’Italia, oltre ad accezioni poetiche e cinematografiche, spazia anche nel sociale. Lo scrittore intrattiene un rapporto costante con il pubblico giovanile negli anni ’60, e con un destinatario di massa negli anni ’70. Assume particolare importanza la corrispondenza intrattenuta con i giovani lettori meridionali che informano Pasolini su un Sud che oggi, a distanza di un trentennio, è scomparso.
    La terza parte del saggio è dedicata all’ultima stagione della riflessione di Pier Paolo Pasolini, gli anni cioè marcatamente polemici e critici nei confronti degli “orrendi” sviluppi del capitalismo e dei risvolti negativi nella società italiana. Anche in questo contesto lo scrittore si batte con una particolare immagine del Sud-Italia. Pasolini coglie infatti le profonde contraddizioni e ambiguità scaturite dal repentino passaggio ad un sistema capitalistico ed industriale. Lo scrittore affronta ancora una volta, quindi, tutta una serie di problematiche sia di natura economico-ambientale, sia antropologiche e linguistico-sociali.
    Sino ad oggi il rapporto tra Pier Paolo Pasolini e il Sud-Italia non ha avuto una trattazione organica, pur costituendo un momento fondamentale nella elaborazione poetica dello scrittore. Tramite questo aspetto dell’opera pasoliniana possiamo avere una immagine particolare del Meridione d’Italia: uno spaccato della vita nel Sud dalla fine degli anni ’40 al 1975.

    12,00 €
  • Passeggiata nella Modugno dei secoli

    Un prezioso e documentato percorso della città di Modugno, in provincia di Bari, attraverso la storia delle sue chiese: Parrocchiali, Conventuali, Confraternali, Private, Rurali, Chiese scomparse, Casale medievale di Balsignano, Oratorio del Cimitero. Una ricerca accurata e meticolosa, ricca di planimetrie, documenti, immagini, che costruiscono una storia molto suggestiva della città e della comunità sociale.

    20,00 €
  • Per un approccio non conformista dell’esperienza estetica e conseguenze didattico-pedagogiche – teorie e pratica sperimentale

    Se il lavoro fosse il bisogno che si sopprime nello scambio, allora il lavoro nella società attuale così come nell’arte attuale, sarebbe caratterizzato da un’assenza di scambio, o scambio solo in apparenza, cioè quando, pur considerando l’attività che si genera nel soggetto interagente con l’oggetto nello scambio, le interazioni, i comportamenti in atto e le conseguenze degli stessi risultano pre-determinati, pre-vedibili. Quando, invece, l’azione dei soggetti interagenti con uno stimolo (l’opera d’arte o un oggetto della realtà) conduce a risultati imprevedibili, eterogenei, lontani da un modello conformista, in quanto conforme (e che conferma) ad un modello dominante, omologante, si rileva uno scambio reale. Se nell’esperienza estetica i soggetti interagenti non fossero stimolati ad assumere una posizione contemplativa, potrebbero leggere o modificare attivamente e in maniera imprevedibile un’opera d’arte (o un oggetto della realtà, o la propria identità), attraverso la propria proiezione immaginativa e la conseguente formulazione di ipotesi sulla stessa. Il percipiente, in tal caso, non mirerebbe alla conferma di un modello di realtà già noto (rinforzandolo) o alla sua conservazione, ma al suo perfezionamento dinamico. Se mutuassimo tali considerazioni per spenderle anche in ambito didattico-pedagogico, le conseguenze diverrebbero fondamentali. In alternativa ad un’azione didattica cristallizzata sull’affinamento delle stesse capacità e conoscenze, che non alimenta l’eterogeneità dei bisogni e si conforma ad un modello di realtà già data, precostituita e prevedibile nella quale ruoli e scopi dei diversi attori sono predeterminati, si propone un metodo di insegnamento che promuove un modello di realtà mutevole, mira alla ricerca di ideali e rafforza l’approccio esplorativo e creativo.

    16,00 €
  • Percorsi di Educazione alla Comunicazione emozionale. Star bene in famiglia e a scuola

    Che cosa posso fare per educare ai valori della bellezza? Che cosa posso fare io per far comprendere l’importanza di educare alla bellezza, a scuola e in famiglia, con percorsi di educazione alla comunicazione emozionale, attraverso l’arte, la musica, la danza, la natura, l’alimentazione, l’ascolto, la comunicazione efficace?
    Come aiutare la società ad avviare percorsi e programmi per prevenire il bullismo, la violenza, la mancanza di rispetto verso se stessi e gli altri, l’arroganza, la non tolleranza?
    Che cosa posso fare per dare valore e bellezza alla relazione tra insegnante e allievo, tra padre e figlio, tra madre e figlia, tra fratello e sorella, tra dirigente e dipendente?
    Come far comprendere alle persone, ai capi, ai dirigenti, il valore dell’apprendere e conoscere attraverso un’emozione positiva, costruendo relazioni efficaci?
    I bambini e i ragazzi hanno bisogno di relazioni umane sane, di vivere emozioni positive, di sorridere e provarle mentre apprendono e conoscono.
    Il volume si presenta come una grande opportunità di guida orientativa per tutti coloro che vogliono acquisire nuovi strumenti, tecniche e strategie.
    La sfida per migliorare il modus vivendi nella società è proporre percorsi di educazione emozionale, che consentano il passaggio dall’“io” al “noi”, che riconducano ad una educazione ai valori della vita, dello stare bene insieme, nella relazione d’aiuto empatica, autentica, efficace e collaborativa, senza competizione, arroganza, violenza, mancanza di rispetto.

    15,00 €
  • Percorsi di Pace… dal Sud

    Il Gruppo Educhiamoci alla Pace (GEP) di Bari, nei suoi oltre vent'anni di attività, ha sempre cercato di offrire spazi di riflessione, di formazione, di crescita personale, di impegno per la costruzione di una pace che, partendo da ciascuno, potesse coinvolgere le persone più vicine, in ogni ambito. Nello stesso tempo ha creato o moltiplicato legami, fra persone, gruppi e associazioni che lavorano con intenti simili.
    Questo libro è nato dalla volontà di raccontare, valorizzare, far conoscere e diffondere delle “buone pratiche”. Abbiamo sollecitato amici che hanno percorso con noi un pezzetto di strada a scrivere le loro riflessioni, esperienze, testimonianze, convinti di offrire utili stimoli per chi si impegna quotidianamente per la realizzazione di una società fondata sulla Giustizia e la Pace.

    12,00 €
  • Pescopagano 1980

    “Questo libro nasce all’insegna senza dubbio di un dato emotivo: il terremoto che nel novembre di venti anni fa squassò, devastò in maniera feroce e crudele per il numero delle vittime alcune regioni del nostro Mezzogiorno, a cominciare dalla Basilicata.
    E in questi giorni, richiamato dal grido di dolore che prorompeva da tanta parte dei centri piccoli e grandi della Lucania, partii per Pescopagano, a me legata da vincoli familiari.
    Un paese della memoria che il terremoto aveva ridotto ad un ammasso di macerie senza più memoria perchè il passato non esisteva più.
    E la macchina fotografica cominciò a raccogliere frammenti di una cronaca terribile, le devastazioni, i crolli e le assurdità degli accadimenti improvvisi , la disperazione dei parenti delle vittime, il dolore e lo sgomento dei superstiti.
    In più le pietre che parlavano di quanto era accaduto in maniera più eloqunte di ogni altra testimonianza. Ed è quanto ho cercato di darvi con le immagini riportate in questo volume.” […].

    15,50 €
  • Piano Marshall e ruolo dell’informazione. Atti del Congresso «ERP e Mezzogiorno». Bari, 14-15-16 settembre 1948 – XII Fiera del Levante

    «Noi abbiamo approvato e sostenuto il Piano Marshall proprio perché è uno sforzo di promovimento della collaborazione ricostruttiva tra le nazioni di Europa, perché è un avviamento all’organizzazione permanentemente unitaria della nostra grande patria comune, l’Europa. E il Mezzogiorno è particolarmente interessato al successo dell’ERP. Ricordiamo, amici meridionalisti, che il Mezzogiorno decade e muore ogni qualvolta viene praticata una politica protezionistica o addirittura autarchica; che il Mezzogiorno invece risorge e prospera quando si allarga il mercato di consumo. La storia nostra ci ammaestra e ammonisce in questo senso. Quindi è bene che il Congresso senta e valuti il problema del Mezzogiorno in relazione all’ERP come interesse vivo, storico, del Mezzogiorno e che, attraverso l’ERP, si vada verso l’unificazione europea, la costruzione dell’Europa unita». Michele Cifarelli

    18,00 €
  • Piano Marshall in Puglia – tra Propaganda e Ricostruzione (1948-1952)

    Aldo Muciaccia – Emergenza educativa e sociale in Puglia: l’istituto Redentore di Bari (1948-1952)

    Maria Teresa Santacroce – Ricostruzione educativa e Piano Marshall: il “Villaggio del fanciullo” in Terra di Bari tra emergenza e innovazione

    Annabella De Robertis – «Mezzogiorno, svegliati!»: l’informazione e il Piano Marshall in Puglia

    Rosaria Leonardi – Gli aiuti del Piano Marshall in Terra Jonica

    Lucia De Frenza – L’informazione medica negli anni del Piano Marshall. La stampa pugliese tra annunci e inchieste scientifiche

    Raffaele Pellegrino – Codignola, Borghi e l’americanismo pedagogico in Italia nei primi anni Cinquanta: appunti e dialoghi su «Scuola e città»

    Rosario Milano – Puglia terra di frontiera: profughi e Piano Marshall

    18,00 €
  • Piano Marshall. Propaganda e istituzioni educative in Puglia

    Catalogo della Mostra documentaria a cura dell’Ipsaic.
     
    Gli aiuti economici legati al Piano ERP (European Recovery Program, noto come Piano Marshall), che caratterizzarono la fase di avvio della ricostruzione economico-produttiva italiana dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, ebbero effetti rilevanti sulla vita sociale del Mezzogiorno. Nell’ambito di una recente attività di ricerca promossa dal Corecom Puglia e dall’Ipsaic sugli esiti delle azioni del Piano in Puglia, (in particolare sull’influenza delle iniziative di comunicazione sull’opinione pubblica del Sud confusa e disorientata dopo il disastro della guerra) sono emersi, tra l’altro, dati significativi relativi all’universo sociale ed educativo di due strutture religiose e assistenziali di Bari.
    Il ritrovamento di una straordinaria documentazione fotografica custodita negli archivi dell’Istituto Redentore Salesiani Bari e del Villaggio del Fanciullo Bari restituisce una memoria comune relativa al lungo e difficile processo di ritorno alla normalità in una società sconvolta dalla guerra e dalla lunga occupazione militare anglo-americana. Si evidenziano, in particolare, le complesse fasi di riorganizzazione di un tessuto educativo sulla base di principi solidaristici che costellano il lungo processo di costruzione di una società democratica.
    [dall’Introduzione di Vito Antonio Leuzzi, presidente Ipsaic]
    16,00 €
  • Pìinze che la capa tò
    Rimando in lingua barese

    Mentre rumoreggiano schermaglie di vacui duelli su come si scrive, su come si legge il dialetto barese, che molti vorrebbero lingua viva, ma la feriscono con termini desueti e pronuncia arcaica, altri si attardano con pensierini  e dedicucce, tanti si dicono poeti e tanti detentori del verbo… arriva lui, Davide Ceddìa, con il dialetto 2.0 a dimostrare che il dialetto è lingua viva perché si nutre di cultura e si aggiorna come tutte le lingue vive.

    Alla base, dunque, un bel bagaglio culturale, una bella sensibilità artistica, musicale, attoriale e poi un giovanile entusiasmo con cui affronta impegni artistici e poetici. 

    È davvero una bella soddisfazione constatare che la gente non è quel “popolino” che molti vorrebbero ammansire con dialetti sguaiati al servizio di risate grasse e volgari. Il popolo di F.B. ha promosso la raffinata e colta ironia di Davide che usa il dialetto barese per far ridere e sorridere, per commuovere e pensare. Così come deve essere. Poi ci sono le sue canoni, le sue musiche, le sue interpretazioni e la sua chitarra. Credo che Davide lascerà un bel segno del suo passaggio.

    Vito Signorile

    10,00 €
  • POLITICHE DI QUALITA’ NELLA SOCIETA’ REGIONALE

    Il volume intende contribuire, attraverso l'analisi puntuale (anche per valenza metodologica) di tre casi esemplari, a una conoscenza più riflessiva degli itinerari programmatori “messi in opera” nella regione.
    Sullo sfondo, i processi in atto di deconcentrazione, di metropolitanizzazione, di riorganizzazione dell'area regionale in sistema di sistemi urbani con il (difficoltoso) crescere di rango del “periferico”.
    Gli Autori colgono questi fenomeni percependo in modo particolare l'acutizzarsi del conflitto fra complessificazione quali-quantitativa sia della domanda sociale sia del progresso tecnico-scientifico e scarsa incorporazione di metodi e procedure razionali nelle funzioni di amministrazione.

    7,75 €
  • PRIME VOCI DELL’ITALIA LIBERA
    Censura, politica e informazione in Puglia (1943 – 1946)

    “E se il Re, Badoglio e il Luogotenente non scorazzarono trionfanti, per le vie assolate del Mezzogiorno, tra ben ammaestrate folle plaudenti, dando così agli stranieri che ci guardavano l’impressione di un consenso che non esisteva, ciò fu il risultato della nostra vigilanza.”
    (Domenico Pastina, “L’Italia del popolo”, 6 maggio 1945)
    Insieme a saggi di Vito Antonio Leuzzi, Franco Mercurio, Carmelo Pasimeni, Vincenzo Robles e Antonio Rossano sul ceto politico locale e sulla realtà dell’informazione, questo volume presenta una ricca e spesso inedita documentazione sulla repressione badogliana nel Regno del Sud e sulle vicende della stampa pugliese e di Radio Bari in un dopoguerra anticipato rispetto al resto del Paese.

    15,49 €
  • Primo Beckett: da DANTE…BRUNO.VICO..JOYCE a MORE PRICKS THAN KICKS

    Dante…Bruno.Vico..Joyce, il primo lavoro di Beckett ad essere pubblicato, nasce da una circostanza fortuita, dall’incontro a Parigi del giovane dublinese col suo compatriota James Joyce, a quel tempo alle prese con la stesura della sua opera monumentale Finnegans Wake. Uscita a puntate sotto il provvisorio titolo di Work in Progress, l’ultima creazione joyciana, per il taglio fortemente sperimentale, non sembra destare particolari entusiasmi e consensi. Pertanto Joyce invoglia il suo fedele entourage di intellettuali e artisti a un’opera di difesa e di chiarimento di essa. Nel 1929 l’idea si concretizza in una raccolta di saggi dal titolo Our Exagmination Round his Factification for Incamination of Work in Progress, ciascuno dei quali esplicativo di un particolare aspetto dell’opera. All’ora ventiduenne Beckett, tenendo conto delle competenze maturate, Joyce affida il compito di far rilevare all’interno del suo lavoro la presenza di una preziosa eredità filosofico-letteraria di derivazione tutta italiana, con preciso riferimento a tre indiscusse autorità: Dante, Giordano Bruno e Giambattista Vico.
    Pur se costruito su nodi argomentativi non liberamente decisi, il saggio non manca di intuizioni e di riflessioni personali, tanto da poter essere considerato un “documento prezioso” che preannuncia i tratti distintivi dell’arte di Samuel Beckett.

    12,00 €
  • Problemi dell’opera di Dostoevskij (1929)

    Nell’opera complessiva di M.M. Bachtin (1895-1975) filosofo, semiotico, critico letterario, la celebre monografia su Dostoevskij occupa un posto esclusivo. Di essa è nota la versione del 1963, che conferì al suo autore fama internazionale dopo anni di isolamento dalla cultura ufficiale. Ma la prima edizione è del 1929.
    La monografia del 1929, fino ad oggi non tradotta in nessuna lingua, è il primo grande studio di Bachtin in cui la letteratura diviene osservatorio privilegiato del suo disegno filosofico, una sorta di epicentro da cui si sono irradiate tutte le sue direzioni di ricerca.
    Nella creazione artistica di Dostoevskij, Bachtin vede l’incarnazione letteraria del suo ideale filosofico-morale: la responsabilità come atteggiamento partecipe-responsivo alla verità altrui e anche come dialogo con se stessi.
    Ritornare a questa edizione, incentrata sulla nozione di dialogo, significa poter meglio ricostruire il percorso teorico bachtiniano riconsiderando in primo luogo questa stessa nozione, spesso fraintesa anche da parte dei principali interpreti di Bachtin, come si dimostra nella presentazione di Augusto Ponzio.
    Nell’intervento introduttivo di Margherita De Michiel, l’opera viene valutata in relazione al contesto attuale degli studi specialistici in Russia, dove la diffusione delle idee di Bachtin conosce oggi un’espansione senza precedenti in tutti i campi delle scienze umane.
    In appendice si presentano due brevi scritti inediti di Bachtin relativi alla rielaborazione del Dostoevskij, particolarmente interessanti per comprendere il passaggio all’edizione del 1963.

    20,00 €22,00 €
  • Professione Rivoluzionario
    Per una biografia di Ruggero Grieco (1893-1926)

    «Poi scoppiò un terremoto, la Rivoluzione di ottobre, e vennero quei giorni che sconvolsero il mondo, e misero ordine in molti cervelli». È con queste parole che Ruggero Grieco avrebbe ricordato, molti anni dopo, il fatidico 1917, che schiuse «la via rivoluzionaria» a schiere di militanti socialisti, formatisi sotto il segno nefasto della Grande guerra.
    Il volume muove dagli anni dell’infanzia e della formazione culturale, contrassegnati dalle asprezze di una difficile vicenda familiare, da una non comune passione per la letteratura e dalla precoce e intensa attività pubblicistica, ampiamente richiamata nelle prime pagine. Si diffonde quindi nella ricostruzione dell’attività politica dispiegata alla testa del Partito comunista d’Italia, con l’intento di inquadrare questa figura oltre la cornice del meridionalista e dirigente contadino, da tempo consolidata nella storiografia ma non esaustiva della varietà degli impegni attesi nel gruppo dirigente del Pcd’I dalla sua fondazione.
    Stampa comunista, documenti di partito e carte di polizia sono le fonti con cui interloquisce l’autrice, attenta a porre in rilievo gli sviluppi dell’analisi della crisi italiana e internazionale condotta dai comunisti con l’evoluzione politica compiuta da Grieco, che dinanzi al rincrudire della reazione fascista abbandonò l’originario settarismo per contribuire alla messa a punto del nuovo progetto politico nato sotto l’egida gramsciana, espresso dalla parola d’ordine dell’«Assemblea repubblicana dei comitati operai e contadini».
    Nonostante il coatto abbandono degli aspetti più avanzati di quella elaborazione durante gli anni della stretta staliniana, essi costituiranno preziosa semente nell’Italia repubblicana, quando il partito comunista si imporrà sulla scena politica come una realtà di massa.

    15,00 €
  • Profughe e combattenti ebree nella Bari del 1944

    A settantacinque anni dalla fine della Guerra di Liberazione, della Shoah e dell’Olocausto, ci è sembrato giusto riportare alla memoria attraverso le vicende di sei giovani ebree il contributo discreto ma sostanziale che le donne hanno fornito alla sua vittoriosa conclusione. A volte si è trattato di vere e proprie eroine che hanno reagito all’oppressione nazifascista combattendo e sacrificando la propria vita in prima linea. Il più delle volte ci si è imbattuti in donne comuni che hanno trovato la forza e l’intelligenza di superare mille inimmaginabili difficoltà pur di ricostruire una vita sotto il segno della libertà e della umana tolleranza.

    Ina Jun-Broda (Zagabria)
    Herta Reic (Austria)
    Milica Leitner/Sacher-Masoch (Croazia)
    Haviva Reick (Cecoslovacchia)
    Hannah Senesh (Ungheria)
    Elisabeth Weiss (Austria)

    15,00 €
  • Profughi austriaci nella Bari del 1944 – Franz Theodor Csokor, Alexander Sacher-Masoch, Hermann Hakel tra Poesia e Propaganda

    Prendendo l’avvio dalla sorprendente presenza tra i profughi austriaci nella Bari del 1944 di tre nomi rilevanti della letteratura austriaca dell’esilio: Franz Theodor Csokor, Alexander Sacher-Masoch e Hermann Hakel, il presente volume
    tenta di riportare e approfondire quanto del soggiorno barese sia rimasto intessuto nelle loro opere. L’indagine si è orientata, in particolare, su quale immagine della città e della sua gente di allora si potesse ricavare dallo sguardo “altro” di perseguitati dal nazifascismo che erano approdati sani e salvi nella città liberata. In breve, l’obiettivo perseguito può formularsi come la composizione immaginaria tramite i loro scritti di una “istantanea” della Bari di quell’anno, prima che la guerra e le successive vicende personali li riconducessero in patria. Una volta rientrati a Vienna, i tre autori avrebbero assunto, tramite l’incarico di rifondare il P.E.N. Club, l’ardua missione di riguadagnare una dignità democratica e antifascista per la letteratura austriaca contemporanea, di cui Bari era stata il crogiuolo progettuale. L’esposizione dei risultati di questa ricerca, per buona parte incentrata sull’anno 1944 tenterà di mettere in luce, attraverso una sintetica ricostruzione biografica, la dimensione esistenziale, la produzione letteraria e l’attività quotidiana di tre intellettuali austriaci catapultati, dopo varie peripezie, dalla Vienna dell’Anschluß del 1938 nella Bari alleata del 1944, ovvero nel centro nevralgico del primo lembo di Europa libera.

    14,00 €