Per un approccio non conformista dell’esperienza estetica e conseguenze didattico-pedagogiche – teorie e pratica sperimentale

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Se il lavoro fosse il bisogno che si sopprime nello scambio, allora il lavoro nella società attuale così come nell’arte attuale, sarebbe caratterizzato da un’assenza di scambio, o scambio solo in apparenza, cioè quando, pur considerando l’attività che si genera nel soggetto interagente con l’oggetto nello scambio, le interazioni, i comportamenti in atto e le conseguenze degli stessi risultano pre-determinati, pre-vedibili. Quando, invece, l’azione dei soggetti interagenti con uno stimolo (l’opera d’arte o un oggetto della realtà) conduce a risultati imprevedibili, eterogenei, lontani da un modello conformista, in quanto conforme (e che conferma) ad un modello dominante, omologante, si rileva uno scambio reale. Se nell’esperienza estetica i soggetti interagenti non fossero stimolati ad assumere una posizione contemplativa, potrebbero leggere o modificare attivamente e in maniera imprevedibile un’opera d’arte (o un oggetto della realtà, o la propria identità), attraverso la propria proiezione immaginativa e la conseguente formulazione di ipotesi sulla stessa. Il percipiente, in tal caso, non mirerebbe alla conferma di un modello di realtà già noto (rinforzandolo) o alla sua conservazione, ma al suo perfezionamento dinamico. Se mutuassimo tali considerazioni per spenderle anche in ambito didattico-pedagogico, le conseguenze diverrebbero fondamentali. In alternativa ad un’azione didattica cristallizzata sull’affinamento delle stesse capacità e conoscenze, che non alimenta l’eterogeneità dei bisogni e si conforma ad un modello di realtà già data, precostituita e prevedibile nella quale ruoli e scopi dei diversi attori sono predeterminati, si propone un metodo di insegnamento che promuove un modello di realtà mutevole, mira alla ricerca di ideali e rafforza l’approccio esplorativo e creativo.

Giovanni Perillo
Giovanni Perillo, dottore di ricerca in Lettere, Lingue e Arti presso l’Università di Bari. Come artista e insegnante ricerca stimoli e processi di interazione creativa, e promuove riflessioni critiche su stereotipi e pregiudizi sociali. Ha presentato sue ricerche e opere presso la Fondazione per l’arte contemporanea Mudima di Milano (2013), il “Congress of the International Association of Empirical Aesthetics - IAEA” (Università di New York, 2014; Vienna, 2016; Toronto, 2018; Palma di Maiorca, 2024), il Museo della Triennale di Milano (2019), il Museo Macro di Roma (2019), il “The Migration Conference” (Università di Bari, 2019; Macedonia, 2020), il “Children and Childhood Territories International Colloquium” (Università di Brasilia, 2018), e in diverse riviste scientifiche. Ha pubblicato con Edizioni dal Sud: Per un approccio non conformista dell’esperienza estetica e conseguenze didattico-pedagogiche (2018), e con Transnational Press London: Art of displacement (2020).
Info

Pagine: 124
Lingua:
ISBN: 978-88-7553-258-1
Dimensioni: 200*200*10
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