| Info | Pagine: 20 Lingua: Italiano ISBN: Dimensioni: f.to cm 23×32 Altro: |
|---|
10 prove manoscritte per la LICENZA DI SOLFEGGIO
8,00 €
8,00 €
| Categoria: | Varie |
|---|
| Info | Pagine: 20 Lingua: Italiano ISBN: Dimensioni: f.to cm 23×32 Altro: |
|---|
“Spesso penso in dialetto” mi confessò una sera d’estate mentre fantastiscavamo sulla possibilità di tradurre in dialetto barese i grandi poeti della letteratura.
L’entusiasmo di un bambino alle prese con un nuovo importante gioco. Coinvolgente e bellissimo. Senza riserve ma anzi con la voglia e la coscienza di poter offrire un contributo non tanto e non solo per un auspicabile, possibile, sistemazione del dialetto barese, quanto per la rinascita della lingua “madre”, l’amata lingua delle radici […]
Nella cornice di un sogno, il sogno di una Donna Qualunque della città vecchia, che vorrebbe recitare con un attore famoso in un vero teatro, prendono vita i più importanti personaggi e “pezzi” del teatro di Shakespeare. Tra le vie della sua città, senza capirne fino in fondo le ragioni, la Donna Qualunque sogna e si trasforma. Incontra Amleto, Romeo, Falstaff, Lear, Marcantonio, Bruto. Li incontra e parla con loro, li ascolta mentre assiste al suo stesso sogno. E la sua lingua, la loro lingua, non può che essere quella della vita, quella della sua città, il suo dialetto. L’uso del dialetto è l’uso di una lingua vocata alla relazione. Relazione con gli altri e con i luoghi. I personaggi di Shakespeare, del Tiàdre di Vito Carofiglio, sono tutti lì come vivi nei vicoli e sui sagrati di Bari vecchia. L’ambientazione nel borgo antico li rielabora e li restituisce antichi e diversi in questo nuovo paesaggio onirico. Tutto accade in una città vecchia trascurata, spiaggia di pescatori e vicoli sofferenti, ma questa nuova lingua di traduzione fa emergere anime e tormenti di tutti. Per tutti.
Elogio del giardino mediterraneo. Franco Botta e Marina Comei sono due docenti universitari che non si sono voluti arrendere all’offuscamento dei sensi che la vita in città comporta e il loro interrogarsi sul ruolo dei giardini non va inteso come una resa all’utilitarismo, ma come una proposta per difendere uno spazio e una modalità del vivere che è andata persa. I due autori, anche sui giardini, hanno sensibilità diverse che dipendono pure dal fatto che il primo è un economista e la seconda una storica. Nell’ottica di lunga durata propria degli storici, la brevità delle fioriture e le altre cose che accadono in un giardino sono attutite dalla consapevolezza che altre ne verranno insieme all’infinito ripetersi delle stagioni; nell’ottica di breve periodo degli economisti, si vive tutto in modo più drammatico, a cominciare naturalmente dal fatto che la rosa che è appena fiorita sta già cominciando a sfiorire e che la luna piena che illumina il cielo e il giardino sta già declinando.
Nel libro XVI della Geografia Strabone ha descritto la costa del mar Rosso pertinente all’Egitto e all’Etiopia fino alla regione produttrice del cinnamomo, abitata dai Trogloditi e da altre popolazioni.
Nel libro XVII si propone innanzitutto di completare la trattazione relativa a questi due paesi, passandone in rassegna le rispettive parti attraversate dal Nilo, e poi di procedere alla descrizione della Libia, con la quale la sua fatica si concluderà…
Pour compléter une réflexion sur les problèmes de la communication et de l’expression, il manquait au rendez-vous un petit ouvrage sur la traduction, relativement singulier, car il prétend répondre à une des idées fondamentales de la pensée de Chomsky: “Une langue ne se définit pas par un inventaire phénoménologique des énoncés produits (performance), mais par la possibilité qu’elle donne à celui qui la “connaît” d’engendrer un nombre infini d’énoncés (compétence)”. Ainsi ce livre présente non seulement une synthèse des connaissances grammaticales et lexicales mais aussi une approche socio-historique grâce aux nombreux morceaux choisis appartenant à des genres et à des courants différents. Ces textes doivent permettre un apprentissage raisonné et progressif grâce à leurs intérêts culturels et leur imagination créative.
Ventisette straordinarie foto a colori, frutto di una intensa e prolungata frequentazione di un paese, l’Iran, di cui l’autore è profondo conoscitore e raffinato interprete, catturano l’attenzione visiva, per gli spazi senza confini che esse riescono ad offrire, e l’attenzione mentale, che permette di accedere a luoghi di cultura diversi. Attraverso queste fotografie si può cogliere la rispondenza che esiste trai sud del mondo: gli stessi sentieri, gli stessi muri a secco, la stessa gente dalle straordinarie somiglianze nel colore dei volti, in alcuni atteggiamenti o posture.
Accompagnano le immagini otto poesie del poeta iraniano Sohrâb Sepehri.
Riccardo Zipoli insegna lingua e letteratura persiana all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Questo lavoro, composto da 5 brani musicali per pianoforte, è dedicato a coloro che si sono avvicinati allo studio di questo bello strumento. Sono delle composizioni che non si allontanano molto fra loro come estensione di tastiera e di posizione, ma comprendono alcune delle difficoltà riscontrabili nel repertorio pianistico. L’opera non vuol essere uno studio della tecnica dello strumento, ma una semplice introduzione che può offrire, per i primi anni di studi, materia ricreativa. Per questo si trovano evidenziati i respiri, la dinamica, i tempi di esecuzione, ecc., affinché l’allievo possa eseguire al meglio la composizione, superando ogni giorno un nuovo ostacolo.
Un rimando a Ghirri, una neonata già sveglia, il borgo ancora vuoto, la brezza marina, agosto, il sole che scalda, il silenzio, l’alba che colora.
C’è la Savelletri delle voci del mondo e quella del silenzio, che il fotografo/rabdomante può catturare, inseguendo i segni delle molteplici presenze umane, lasciandosi guidare dalla luce. E sì, perché, al di là di tutto, Savelletri, prima di essere storia, è innanzitutto luce. Luce e voce di mare.
Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni