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Il vento muove le foglie
14,00 €
Poi d’improvviso
deciso e potente
il richiamo dell’anima.
Lo sguardo va alla finestra.
Ecco la risposta:
il vento muove le foglie.
E ritrovo l’infinito.
14,00 €
Poi d’improvviso
deciso e potente
il richiamo dell’anima.
Lo sguardo va alla finestra.
Ecco la risposta:
il vento muove le foglie.
E ritrovo l’infinito.
| Categoria: | Poesia |
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| book-author |
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Una fessura rosa
di luna
e un abbraccio
improvviso
di un bambino
piovono sul mio cuore
emozionandolo.
Questo libro nasce da una medicina. Una medicina che ha squarciato la gabbia della mia psicosi. Quando l’ho presa, improvvisamente mi sono accorto di avere un passato, e che questo passato non si riduceva all’incidente del 2001, nel cui ricordo ero rimasto incapsulato. Improvvisamente rivedevo tutto: ma la mia memoria era stata irrimediabilmente violata, oltraggiata, traumatizzata. Il mio passato apparteneva a un altro. Io non ero più il Marco di prima. Nella mia vita si era creato uno spartiacque…
Mentre rumoreggiano schermaglie di vacui duelli su come si scrive, su come si legge il dialetto barese, che molti vorrebbero lingua viva, ma la feriscono con termini desueti e pronuncia arcaica, altri si attardano con pensierini e dedicucce, tanti si dicono poeti e tanti detentori del verbo… arriva lui, Davide Ceddìa, con il dialetto 2.0 a dimostrare che il dialetto è lingua viva perché si nutre di cultura e si aggiorna come tutte le lingue vive.
Alla base, dunque, un bel bagaglio culturale, una bella sensibilità artistica, musicale, attoriale e poi un giovanile entusiasmo con cui affronta impegni artistici e poetici.
È davvero una bella soddisfazione constatare che la gente non è quel “popolino” che molti vorrebbero ammansire con dialetti sguaiati al servizio di risate grasse e volgari. Il popolo di F.B. ha promosso la raffinata e colta ironia di Davide che usa il dialetto barese per far ridere e sorridere, per commuovere e pensare. Così come deve essere. Poi ci sono le sue canoni, le sue musiche, le sue interpretazioni e la sua chitarra. Credo che Davide lascerà un bel segno del suo passaggio.
Vito Signorile
Ha qualcosa di magico il simbolismo che l’etimologia della parola “anima” racchiude in sé. Essa, infatti, deriva dal greco άνεμος, “soffio, vento”. E proprio leggeri come aneliti di vento, i versi delle poesie di Paola De Marzo ci raccontano le storie dell’anima, tra luce e buio, stati di grazia ma anche cadute rovinose, costruzioni, illusioni, distruzioni e rinascite in quel ciclo infinito che gli antichi definivano metamorfosi.
[Dalla prefazione di Marida Piepoli]
Diario in pandemia è il mio secondo libro di poesie e disegni. è un “diario” perché contiene annotazioni, osservazioni, riflessioni, sentimenti, scritti in forma lirica, scaturiti, quasi giornalmente, durante il primo periodo di pandemia da Covid-19; in particolare, vanno dal 2 marzo al 30 maggio 2020.
Anche in questa seconda raccolta, come nella prima, alcuni componimenti sono arricchiti da disegni che, insieme alla poesia, sono le forme in cui riesco più facilmente a esprimermi. Anche questa volta ho sentito il bisogno di condividere con altri le mie idee ed emozioni perché, come dice Massimo Troisi nel film Il postino, «la poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve».
E, ringraziando chi sceglierà di leggere questo libro e augurandogli un piacevole e intenso incontro con i miei versi e disegni, termino con una frase di Charles Pierre Baudelaire: «Ogni uomo di buona salute può fare a meno di mangiare per due giorni, della poesia mai!».
Solo tre versi per diciassette sillabe e tanta vibrazione di silenzio compiono e definiscono, senza mediazioni metaforiche e/o sovrastrutture razionalistiche, l’esperienza in sintesi irriproducibile, sensoriale, percettiva e speculativa. È l’haiku.
Dalla prefazione di Joseph Tusiani:
Il cervello
in completa abnegazione
un problema
per ogni soluzione
Copertina di Crissi Campanale.
Mari ra Calabria, beddu, prima calmu, poi agitatu, culuratu verdi, ropu blu. I to occhi mu ricordunu. Sunnu beddi comu a iddu, amuri meu bellissimu.
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