Vito
Carofiglio
Nerval e Baudelaire
184 pp., lire 20.000 (euro 10,33)

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Nerval e Baudelaire, accostati in questo volume, sono colti in alcuni
loro segreti: di stile, di mitologia personale, di ideologia. Si tratta
di un'operazione critica che va oltre l'evidenza dell'esercizio, nel quale
sempre si ritrova l'aspetto "occulto", il significato particolare
ascoso, perlopiù sfuggito o venuto ormai a maturazione in virtù
di una nuova coscienza critica. Questo esercizio non viene dismesso, ma
s'è voluto portare alla luce ciò che richiedeva diverse
chiavi di approccio per essere svelato o una curiosità seguita
o caparbia.
Segreti/ritratti: poteva essere questa l'indicazione delle categorie su
cui più distesamente lavora qui l'autore. Segreti che sono stati
(finalmente) ritratti, ma anche segreti e ritratti in relazione semplice,
di concetto e di mezzo e modo di riproduzione, di immagini, persone e
luoghi. L'uno e l'altro caso dell'interpretazione si danno nel volume,
anche con l'ausilio di analisi stilistiche, oltre che fotografiche e iconografiche.
Tra le "rivelazioni" (per l'autore): alcune illustrazioni delle
Fleurs du Mal, di epoche diverse. Sconvolgente ("represso" nella
critica), l'antisemitismo figurale nei Sept Vieillards di Baudelaire.
Quanto a quelli di Nerval: alcuni segreti "napoletani" e numerologici.
La poesia è carica di "maledizione". Nerval e Baudelaire
ne sono stati portatori, dolenti ed esigenti. Con qualche motivo di scandalo
letterario e morale.
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