Mirko
Grasso
Pasolini
e il Sud
poesia, cinema, società
euro 12,00
ISBN 88-7553-092-0
collana
Quaderni/32

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Nella elaborazione poetica,
artistica ed umana di Pier Paolo Pasolini vengono indicati comunemente
due nodi fondamentali: il Friuli e Roma. Queste due realtà hanno
infatti fornito allo scrittore, seppur in modo diverso, le coordinate
poetiche, ed umane, che lo hanno poi seguito nell'intero percorso artistico
di una vita, conducendolo alla famosa e discussa stagione corsara. Nel
rimpianto continuo della civiltà contadina, rurale e arcaica conosciuta
a Casarsa in Friuli, e nel monitoraggio sull'evoluzione delle borgate
romane dal dopoguerra agli anni del potere capitalistico, lo scrittore
si muove cercando di ricucire i pezzi di una umanità che vede gradualmente
sparire e diventare sempre più feroce. Pasolini tesse il proprio
discorso agendo nella direzione di una vera e propria mitizzazione del
popolo. Tutto questo avviene nei primi romanzi giovanili, nelle opere
di ambientazione romana, nella saggistica, nella poesia, nel cinema ecc.
In questo percorso, a nostro avviso, anche il Meridione d'Italia costituisce
una tessera fondamentale ed un momento molto importante.
Il Meridione rappresenta, infatti, un'altra vasta area di monitoraggio
che deve essere affiancata alle altre due sopraindicate, costituendo così
un passaggio fondamentale in tutta l'opera pasoliniana. La profonda conoscenza
delle realtà storiche, politiche, sociali e culturali è
testimoniata in numerosissimi passi dell'opera di Pasolini. Queste pagine,
oltre ad avere naturale rilevanza letteraria, presentano da un lato aspetti
della civiltà meridionale ormai spariti, da un altro situazioni
ancora oggi persistenti seppur in forme differenti.
La nostra ricerca propone la ricostruzione degli itinerari pasoliniani
nel Meridione d'Italia in genere, con una particolare attenzione alla
Puglia. Questa regione ha infatti lasciato nell'opera dello scrittore
un segno maggiore. Tutto questo accade sotto diversi aspetti: sul lato
strettamente letterario, poetico e cinematografico, ma anche antropologico
ed umano. In questa sede l'aspetto squisitamente letterario si arricchisce
di diversi inediti: alcune lettere di Vittorio Bodini e Tommaso Fiore,
che maggiormente manifestano il legame di Pasolini con la terra pugliese,
e soprattutto la ricostruzione delle vicende che hanno condotto lo scrittore
a progettare un ciclo narrativo sulla Puglia, e la pubblicazione di parti
di esso.
La riflessione di Pasolini sul Meridione d'Italia, oltre ad accezioni
poetiche e cinematografiche, spazia anche nel sociale. Lo scrittore intrattiene
un rapporto costante con il pubblico giovanile negli anni '60, e con un
destinatario di massa negli anni '70. Assume particolare importanza la
corrispondenza intrattenuta con i giovani lettori meridionali che informano
Pasolini su un Sud che oggi, a distanza di un trentennio, è scomparso.
La terza parte del saggio è dedicata all'ultima stagione della
riflessione di Pier Paolo Pasolini, gli anni cioè marcatamente
polemici e critici nei confronti degli "orrendi" sviluppi del
capitalismo e dei risvolti negativi nella società italiana. Anche
in questo contesto lo scrittore si batte con una particolare immagine
del Sud-Italia. Pasolini coglie infatti le profonde contraddizioni e ambiguità
scaturite dal repentino passaggio ad un sistema capitalistico ed industriale.
Lo scrittore affronta ancora una volta, quindi, tutta una serie di problematiche
sia di natura economico-ambientale, sia antropologiche e linguistico-sociali.
Sino ad oggi il rapporto tra Pier Paolo Pasolini e il Sud-Italia non ha
avuto una trattazione organica, pur costituendo un momento fondamentale
nella elaborazione poetica dello scrittore. Tramite questo aspetto dell'opera
pasoliniana possiamo avere una immagine particolare del Meridione d'Italia:
uno spaccato della vita nel Sud dalla fine degli anni '40 al 1975.
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