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Quando in un contesto fenomenologico si parla di "oggettività"
del tempo, s'intende certamente non il tempo fisico, il tempo "esterno"
alla coscienza, ma la non inconsistenza ontologica del tempo "interno",
ovvero dell'"interna coscienza di tempo". Si tratta insomma
di un tempo soggettivo ma nient'affatto soggettivistico. In altri termini,
per poter comprendere la vita dell'uomo, l'esistenza, per intenderne cioè
il "significato" che, in quanto tale, non può essere
se non "oggettivo", la si deve collocare entro una temporalità
universale che per una filosofia "critica" come la fenomenologia
deve essere svincolata da qualsiasi ontologia dell'eterno ovvero da una
comunque concepita eternità dell'essere. L'autrice ricostruisce
attraverso i testi e acutamente discute le critiche di Heidegger alla
posizione di Husserl sul tempo. |
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