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Nella elaborazione poetica, artistica ed umana di Pier Paolo Pasolini vengono indicati comunemente due nodi fondamentali: il Friuli e Roma. Queste due realtà hanno infatti fornito allo scrittore, seppur in modo diverso, le coordinate poetiche, ed umane, che lo hanno poi seguito nell’intero percorso artistico di una vita, conducendolo alla famosa e discussa stagione corsara. Nel rimpianto continuo della civiltà contadina, rurale e arcaica conosciuta a Casarsa in Friuli, e nel monitoraggio sull’evoluzione delle borgate romane dal dopoguerra agli anni del potere capitalistico, lo scrittore si muove cercando di ricucire i pezzi di una umanità che vede gradualmente sparire e diventare sempre più feroce. Pasolini tesse il proprio discorso agendo nella direzione di una vera e propria mitizzazione del popolo. Tutto questo avviene nei primi romanzi giovanili, nelle opere di ambientazione romana, nella saggistica, nella poesia, nel cinema ecc. In questo percorso, a nostro avviso, anche il Meridione d’Italia costituisce una tessera fondamentale ed un momento molto importante.
Il Meridione rappresenta, infatti, un’altra vasta area di monitoraggio che deve essere affiancata alle altre due sopraindicate, costituendo così un passaggio fondamentale in tutta l’opera pasoliniana. La profonda conoscenza delle realtà storiche, politiche, sociali e culturali è testimoniata in numerosissimi passi dell’opera di Pasolini. Queste pagine, oltre ad avere naturale rilevanza letteraria, presentano da un lato aspetti della civiltà meridionale ormai spariti, da un altro situazioni ancora oggi persistenti seppur in forme differenti.
La nostra ricerca propone la ricostruzione degli itinerari pasoliniani nel Meridione d’Italia in genere, con una particolare attenzione alla Puglia. Questa regione ha infatti lasciato nell’opera dello scrittore un segno maggiore. Tutto questo accade sotto diversi aspetti: sul lato strettamente letterario, poetico e cinematografico, ma anche antropologico ed umano. In questa sede l’aspetto squisitamente letterario si arricchisce di diversi inediti: alcune lettere di Vittorio Bodini e Tommaso Fiore, che maggiormente manifestano il legame di Pasolini con la terra pugliese, e soprattutto la ricostruzione delle vicende che hanno condotto lo scrittore a progettare un ciclo narrativo sulla Puglia, e la pubblicazione di parti di esso.
La riflessione di Pasolini sul Meridione d’Italia, oltre ad accezioni poetiche e cinematografiche, spazia anche nel sociale. Lo scrittore intrattiene un rapporto costante con il pubblico giovanile negli anni ’60, e con un destinatario di massa negli anni ’70. Assume particolare importanza la corrispondenza intrattenuta con i giovani lettori meridionali che informano Pasolini su un Sud che oggi, a distanza di un trentennio, è scomparso.
La terza parte del saggio è dedicata all’ultima stagione della riflessione di Pier Paolo Pasolini, gli anni cioè marcatamente polemici e critici nei confronti degli “orrendi” sviluppi del capitalismo e dei risvolti negativi nella società italiana. Anche in questo contesto lo scrittore si batte con una particolare immagine del Sud-Italia. Pasolini coglie infatti le profonde contraddizioni e ambiguità scaturite dal repentino passaggio ad un sistema capitalistico ed industriale. Lo scrittore affronta ancora una volta, quindi, tutta una serie di problematiche sia di natura economico-ambientale, sia antropologiche e linguistico-sociali.
Sino ad oggi il rapporto tra Pier Paolo Pasolini e il Sud-Italia non ha avuto una trattazione organica, pur costituendo un momento fondamentale nella elaborazione poetica dello scrittore. Tramite questo aspetto dell’opera pasoliniana possiamo avere una immagine particolare del Meridione d’Italia: uno spaccato della vita nel Sud dalla fine degli anni ’40 al 1975.

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Dettaglio pubblicazione

  • Pagine: : 132
  • Lingua: : Italiano
  • ISBN: : 88-7553-092-0
  • Altro: : Illustrato

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