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Una terrificante esplosione si verificò nel porto di Bari il 9 aprile di settant’anni fa. Pochi minuti prima di mezzogiorno saltò in aria il piroscafo americano Charles Henderson carico di bombe d’aereo e di altro pericolosissimo materiale bellico determinando conseguenze tra le più catastrofiche e luttuose della storia cittadina.

Per la seconda volta, dopo il disastroso raid aereo effettuato dai tedeschi un anno e mezzo prima, la città subì immani devastazioni e perdite elevatissime. Le vittime accertate furono 317, tutti civili in gran parte operai portuali, assieme a 13 militari e 35 civili della nave americana (dell’equipaggio se ne salvarono solo due), costituito da 13 militari e 35 civili. I feriti furono oltre un migliaio senza considerare i feriti lievi che non ricorsero alle strutture sanitarie.

Venne cancellata in pochi attimi una intera categoria di lavoratori di Bari (266), ma anche di altri centri della Puglia: 17 erano di Molfetta, 8 di Gallipoli, 9 di Bisceglie, 5 di Mola, 4 di Trani, 2 di Palo del Colle, 2 di Giovinazzo, 1 di Bitonto, 1 di Corato, 1 di Monopoli, 1 di Putignano, 1 di Conversano, 1 di Rutigliano, 1 di Ruvo di Puglia, 1 di Triggiano, 1 di Turi, 1 di Valenzano; ci furono anche vittime di altre regioni: 1 di Venosa, 1 di Torre del Greco, 1 di Messina, 1 di Sernaglia della Battaglia (Treviso), 1 di Bologna.

L’«Union Jack», quotidiano inglese, e il «New York Times», americano, furono i primi organi d’informazione a pubblicare la notizia considerando lo scoppio della nave: Uno dei maggiori disastri della guerra nel teatro del Mediterraneo. Il maggiore giornale statunitense, pubblicò il 13 aprile le cifre ufficiali dei feriti (1.730), indicò l’incendio delle navi, i danni alla città ed alla Cattedrale, mettendo in luce il secondo disastro di Bari, dopo quello del 2 dicembre 1943 che aveva provocato mille vittime.  

«La Gazzetta del Mezzogiorno», a distanza di due giorni, l’11 aprile, pubblicò alcuni necrologi che presentavano un riferimento indiretto alle conseguenze dello scoppio della nave.

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Dettaglio pubblicazione

  • Pagine: : 92
  • Lingua: : Italiano
  • ISBN: : 978-88-7553-177-5

Info sull'autore

Vito Antonio Leuzzi

Vito Antonio Leuzzi dirige l’Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea. È autore di diversi volumi, saggi e studi sulla storia sociale e culturale della Puglia e del Mezzogiorno. Per Edizioni dal Sud è Direttore della collana “Memoria”.

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