Vito
Antonio Leuzzi
Donne contro
la guerra
La rivolta di Monteleone di Puglia
(23 agosto 1942)
euro 5,00
ISBN 88-7553-091-2
collana
Memoria/22
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L'opposizione più radicale alla guerra ed all'autoritarismo fascista
si registrò nell'agosto del 1942 con una vera e propria rivolta
popolare di cui furono protagoniste le donne di Monteleone di Puglia,
comune montano (il più alto della regione, 842 m) all'estremità
sud-occidentale della Capitanata, al confine con l'Irpinia.
La massiccia sottrazione di uomini validi, inviati sui diversi fronti
di guerra, rendeva ancor più dura la realtà quotidiana delle
famiglie rurali, ridotte alla miseria ed alla fame. Diverse donne nel
corso di manifestazioni religiose agitavano drappi bianchi o gridavano
"abbasso la guerra, ridateci i nostri figli, ridateci i nostri mariti".
Le notizie relative allo stato di malessere che serpeggiava in Puglia
e nel Mezzogiorno vennero diffuse da Radio Londra che sottolineò
la latente avversione alla guerra e al regime da parte degli italiani.
A Monteleone di Puglia la collera popolare esplose nella prima mattinata
del 23 agosto del 1942 in conseguenza, come riferiscono alcuni testimoni,
della decisione del comandante della stazione dei carabinieri di sequestrare
alcune pignatte di granturco ad alcune donne che erano in fila davanti
ad un forno del paese.
Subito dopo le donne, che erano aumentate di numero, si recarono dal podestà,
proprietario della farmacia, gridando: "vogliamo il pane, vogliamo
sfarinare". [dall'Introduzione di V.A. Leuzzi]
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