Michele Galante

L'eccidio ignorato
San Marco in Lamis: 8 Marzo 1905

184 pp., lire 25.000 (euro 12,91)


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 Tra i numerosi eccidi proletari che caratterizzarono una parte rilevante della storia politica e sociale di Capitanata e della Puglia agli inizi del Novecento, merita una maggiore conoscenza ed un più esteso approfondimento quello che avvenne a San Marco in Lamis l'8 marzo 1905.
 Un avvenimento troppo a lungo rimasto in ombra, sul quale è stato steso un velo di silenzio e di reticenza dovuto certamente a difficoltà nel reperire materiale d'archivio, documenti e fonti di prima mano, ma anche ad una sottovalutazione ingiustificata che ne è stata fatta da più parti, quando addirittura non è stato trascurato e ignorato.
 Con questo lavoro intendiamo portare alla luce un'importante pagina di storia del periodo giolittiano in un'area periferica del Mezzogiorno rifuggendo da una impostazione localistica e cercando di cogliere i nessi e i rapporti tra questa parte del Mezzogiorno interno e il processo di trasformazione economico-sociale in atto nel resto della penisola.
 San Marco in Lamis non era estranea ai movimenti politici e ai mutamenti economici che si andavano sviluppando agli inizi del secolo. La sua storia non può essere separata dalla più complessa vicenda politica e sociale meridionale e nazionale.
 L'eccidio di San Marco in Lamis, localmente conosciuto come lo sciopero della gabella, è uno spaccato della società meridionale rurale, dello scontro sociale e politico che si combatteva all'inizio del secolo in Capitanata e in Puglia tra galatuomini e proletari e delle particolari contraddittorie forme che il movimento di lotta assunse nel corso degli anni.