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Tiziana
Ingravallo |
Dante...Bruno.Vico..Joyce,
il primo lavoro di Beckett ad essere pubblicato, nasce da una circostanza
fortuita, dall'incontro a Parigi del giovane dublinese col suo compatriota
James Joyce, a quel tempo alle prese con la stesura della sua opera monumentale
Finnegans Wake. Uscita a puntate sotto il provvisorio titolo di Work in
Progress, l'ultima creazione joyciana, per il taglio fortemente sperimentale,
non sembra destare particolari entusiasmi e consensi. Pertanto Joyce invoglia
il suo fedele entourage di intellettuali e artisti a un'opera di difesa
e di chiarimento di essa. Nel 1929 l'idea si concretizza in una raccolta
di saggi dal titolo Our Exagmination Round his Factification for Incamination
of Work in Progress, ciascuno dei quali esplicativo di un particolare
aspetto dell'opera. All'ora ventiduenne Beckett, tenendo conto delle competenze
maturate, Joyce affida il compito di far rilevare all'interno del suo
lavoro la presenza di una preziosa eredità filosofico-letteraria
di derivazione tutta italiana, con preciso riferimento a tre indiscusse
autorità: Dante, Giordano Bruno e Giambattista Vico.
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