Patrizia
Calefato
Scritture/
Visioni
Percorsi
femminili
della discorsività
250 pp., lire 25.000 (euro 12,92)
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Scrivere come vedere: il paragone è di Christa
Wolf, che nelle Premesse a Cassandra paragona l'opera dello scrittore/scrittrice
alla funzione di disvelamento messa in atto dalla veggente troiana. Scrittura
è ciò che si dà non nella forma della trascrizione, della messa in parole
di linguaggi precedentemente posseduti, bensì in quella della generazione
di linguaggio, sia esso verbale o non verbale, come processo in divenire.
La letteratura, l'arte, il cinema, sono sistemi che partecipano
della scrittura come condizione di possibilità del linguaggio: possibilità
di vedere oltre gli stereotipi e il senso comune, e possibilità anche
di rendere noti, svelati benché mascherati, gli statuti socio-linguistici
in base ai quali è organizzato nel mondo l'accesso al discorso.
Da sempre le donne hanno varcato questo accesso con diffidenza,
timidezza, reticenza, data la loro condizione subordinata nelle gerarchie
sociali e la loro espressività spesso eretica rispetto all'ordine del
discorso.
Eppure, il più delle volte, quando una donna ha realizzato il passaggio
dal silenzio alla parola nella forma della scrittura, lo ha fatto con
tale forza e tale carica dirompente da passare a pieno titolo nel campo
della sperimentazione più ardita e della rivoluzione dei linguaggi.
Le donne cui questo libro è dedicato si inscrivono a pieno, pur
in forme diverse, in questa tensione. E l'analisi dei testi può permettere
di giungere ai luoghi di trasformazione del segno parola, immagine,
suono dove è possibile vedere come i segni, pur nella loro autosussistenza
estetica, richiamino stili e discorsi la cui interrelazione può mostrarsi
pregna di valori non stereotipati.
(dalla presentazione di Patrizia Calefato)
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