Martin
Ibarra y Pérez
I versi di
macchinùmano
84 pp., lire 20.000 (euro 10,33)
torna alla collana
|
Macchinùmano scrive i suoi versi installato
nella consapevolezza di essere coinvolto in un processo di mutazione personale
e del suo mondo: il suo corpo e la sua anima stanno per diventare una
macchina, un artefatto, un congegno.
Il suo tempo è in transizione dal tempo biologico al tempo meccanico.
Sente questo mutamento come una minaccia che mette in dissesto la
sua esistenza. Questa è la sua prospettiva, il lembo marginale dal quale
scrive.
Il suo mondo è una città che segue il processo inverso: è un conglomerato
meccanico che sta diventando umano.
Il suo tentativo è quello di ricreare la realtà e cerca in sé
uno strumento, l'ultima cellula rimasta umana, per compiere la sua impresa
disperata.
Martìn Ibarra y Pèrez (Cartagena, Spagna - 1956) è laureato in teologia
all'Università Pontificia di Salamanca, Spagna. Come pastore dell'Unione
delle Chiese Evangeliche Battiste, ha lavorato in associazioni di volontariato
in Spagna e in Italia per il recupero di tossicodipendenti e per il sostegno
di persone emarginate.
|