F. Fanizza/ F. Fistetti/ A. Ponzio


Lévinas vivant
Riflessioni sul pensiero
di Emmanuel Lévinas



280 pp., lire 30.000 (euro 15,49)


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 Per Emmanuel Lèvinas (1906-1995) il problema fondamentale della filosofia, il problema dell'essere, è un problema morale.
 Di fronte all'altro l'identità, individuale o comunitaria, viene a trovarsi malgrado la propria buona coscienza senza alibi, all'accusativo, nella situazione di dover dar conto del proprio essere, del posto che occupa nel mondo e che l'altro non occupa, da cui un altro è stato escluso.
 L'accusativo è il primo caso in qualche modo. Il discorso dell'io, e di ogni comunità identitaria, nasce come giustificazione, come difesa dalla responsabilità ossessiva per l'altro.
 La coscienza, dice Lèvinas, è in primo luogo cattiva coscienza. Malgrado la sua buona coscienza e i suoi alibi, l'io è la crisi stessa dell'essere; e l'umano è il riemergere della coscienza non-intenzionale, della cattiva coscienza, della possibilità di temere l'ingiustizia subita all'ingiustizia commessa.
 Lèvinas vivant: effettivamente questo filosofo continua ancora, e forse con sempre maggiore pertinenza dato l'acuirsi del predominio (illusorio ma deleterio e micidiale) dell'identità sull'alterità nella nostra forma sociale ormai mondializzata a interrogarci e a sfidare, in un dialogo che inquieta, le ragioni, gli alibi e le scappatoie che, nella situazione odierna, rendono possibile il perdurare della buona coscienza, della coscienza pacificata. In questo libro i maggiori interpreti di Lèvinas mostrano l'attualità e l'imprescindibilità del suo pensiero.